da www.orvietonews.it
Caro Direttore di Orvietonews,
vivendo a Roma, non mi capita facilmente di leggere la stampa locale, se non quando non ne sia per qualche motivo sollecitato o coinvolto.
Mi riferisco alla questione "centrale a biomasse" di Montegabbione, dove sono al momento incaricato di elaborare la variante al Piano Regolatore Generale.
Per lunga esperienza di collaborazione con le amministrazioni locali, so come non sia decisione facile, per un sindaco, affrontare questioni urbanistiche nell'imminenza di scadenze elettorali e pertanto la tempesta, che sembra essersi scatenata nel classico bicchier d'acqua, non mi ha sorpreso più di tanto.
Tuttavia, anche se la questione sembra essersi chiarificata, mi corre l'obbligo di alcune precisazioni al riguardo, per ristabilire quel minimo di correttezza nell'informazione ai cittadini, che è necessaria anche per poter svolgere un buon lavoro professionale.
Da qualche tempo a questa parte – e dopo un lungo periodo di illusione tecnocratica da parte di politici e tecnici urbanisti – è tornata ad imporsi l'esigenza, prima di disegnare un piano, di confrontarsi con le esigenze dei cittadini, delle associazioni di categoria, delle imprese operanti sul territorio e di quanti altri pensano di avere qualcosa da chiedere o anche solo da dire all'Amministrazione comunale. Lo raccomanda autorevolmente l'Istituto Nazionale di Urbanistica, ma lo impone soprattutto la legislazione regionale, attraverso l'attivazione di strumenti preliminari all'adozione del PRG, come la pubblicizzazione di un documento programmatico preliminare e la convocazione di una conferenza interistituzionale cosiddetta di co-pianificazione.
Avendo a cuore questa esigenza, l'Amministrazione comunale di Montegabbione ha aperto da tempo un dialogo con cittadini ed operatori, sollecitando proposte e richieste. Di conseguenza, è vero che è pervenuta all'Amministrazione una richiesta per l'insediamento di una centrale a biomasse, così come è vero che sono pervenute proposte per nuovi complessi turistico-ricettivi e per nuovi insediamenti residenziali. Posso addirittura correggere al rialzo le cifre fornite in qualcuno degli articoli pubblicati, anche perché molte di tali proposte sono state presentate in pubbliche assemblee. Ebbene non si tratta di richieste per 30.000 ma per oltre 80.000 metri cubi (magari non sul Montarale di fronte a Castedifiori, che sta un poco più lontano).
Il fatto è che, se solo si fosse attesa la pubblicazione del Documento programmatico preliminare, di queste cifre, così come della centrale a biomasse, non si sarebbe trovata traccia! Si sarebbe scoperto, invece, che tra gli obiettivi del nuovo PRG ci sono:
- la riduzione delle quantità residenziali previste dal PRG vigente (e devo confessare che non mi era ancora capitata un'Amministrazione che vara un nuovo PRG per ridursi le possibilità edificatorie consentitegli dal vecchio);
- la valorizzazione delle risorse ambientali e culturali, davvero ingenti e fortemente sottoutilizzate, come nel caso della Scarzuola, un bene di vera eccellenza, su cui Provincia e Regione dovrebbero attivarsi;
- la valorizzazione turistica del territorio (dopo aver richiesto con lettera circolare a tutti gli interessati, vecchi e nuovi, un business plan degli interventi proposti, per verificarne fattibilità e credibilità);
- il coordinamento con i Comuni vicini, per risolvere problemi comuni, come quello relativo alle attività estrattive, ma anche per mettere a sistema le ricadute di grandi progetti turistici, come quello relativo alle terme di Parrano. E così via.
In conclusione, se si fosse atteso ancora qualche giorno prima di sollevare il caso, si sarebbe potuto esercitare il sacrosanto diritto di critica su dati di fatto e su decisioni programmatiche pubblicamente espresse, nero su bianco, dall'Amministrazione comunale stessa; piuttosto che su voci di corridoio.
Un cordiale saluto
Nicolò Savarese
giovedì 4 dicembre 2008
sabato 29 novembre 2008
" Le coccinelle" Centro Intercomunale di Servizi per la Prima Infanzia
Sabato 29 Novembre inaugurazione a Fabro Scalo del Centro Intercomunale Di Servizi per la Prima Infanzia "LE COCCINELLE".
Il servizio è stato voluto dai comuni di Fabro, Parrano, Ficulle, Montegabbione e Monteleone D'Orvieto
La manifestazione prevede :
ore 9,30 al Teatro Di Fabro Scalo Convegno sui temi :
" Maria Montessori e l'educazione dalla nascita" a cura della Dott.ssa Paola Trabalzini
"Nido e Famiglia: ala ricerca di una circolarità reciproca" a cura della Dott.ssa Camilla Monaco.
"Nidi e Servizi integrativi del territorio orvietano" a cura della Dott.ssa Elena Liotta
ore 12 intervento delle autorità e dell'assessore regionale all'Istruzione e Sistema Formativo Maria prodi
Il servizio è stato voluto dai comuni di Fabro, Parrano, Ficulle, Montegabbione e Monteleone D'Orvieto
La manifestazione prevede :
ore 9,30 al Teatro Di Fabro Scalo Convegno sui temi :
" Maria Montessori e l'educazione dalla nascita" a cura della Dott.ssa Paola Trabalzini
"Nido e Famiglia: ala ricerca di una circolarità reciproca" a cura della Dott.ssa Camilla Monaco.
"Nidi e Servizi integrativi del territorio orvietano" a cura della Dott.ssa Elena Liotta
ore 12 intervento delle autorità e dell'assessore regionale all'Istruzione e Sistema Formativo Maria prodi
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venerdì 28 novembre 2008
Centrale biomasse, Rossi e Trappolino: “bene sindaci alto orvietano su energie rinnovabili”

“Investire nelle energie rinnovabili è una sfida per tutti: i sindaci
dell’alto orvietano siano protagonisti nelle scelte di programmazione
del settore che riguardano il proprio territorio”. C’è soddisfazione
da parte di Gianluca Rossi, capogruppo del Partito democratico alla
Regione Umbria, e di Carlo Emanuele Trappolino, deputato umbro del Pd per
gli orientamenti maturati in occasione dell’incontro del 26 novembre
sulla vicenda della centrale biomasse di Montegabbione, al quale hanno
partecipato i sindaci dell’alto orvietano e l’assessore
all’ambiente della Provincia di Terni. “Il comparto delle energie
rinnovabili – sottolineano Rossi e Trappolino – deve poter trovare in
Umbria un terreno di forte e intenso sviluppo, attraverso un mix di
soluzioni differenti per dimensioni, fonti e contesti ambientali,
nell’evidenza di indirizzi che danno agli imprenditori solide basi per
gli investimenti. Le iniziative dei territori in
materia energetica – proseguono i due esponenti del Pd – devono
essere inserite, oltre che in un perimetro di certezze normative e
autorizzative, all’interno di una programmazione politica regionale,
provinciale e d’area vasta. Tutto questo per definire ciò che si può
fare e dove lo si può fare. In questa ottica va interpretata la
decisione di procedere ad una valutazione scientificamente fondata delle
possibilità offerte dal territorio in termini di sviluppo delle energie
rinnovabili”.Per Rossi e Trappolino “bene hanno fatto i sindaci
dell’alto orvietano, a partire da quello di Montegabbione, a ribadire
il valore centrale della qualità del territorio nelle politiche di
sviluppo d’area vasta. Valore che dà le istruzioni per le politiche
energetiche locali, rispetto a cui il protagonismo delle amministrazioni
deve essere sostenuto – concludono – anche attraverso le agenzie
regionali, gli enti di area vasta, le università e i centri di ricerca”.
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mercoledì 26 novembre 2008
I circoli del PD dell'Alto Orvietano intervengono sul problema della centrale a biomasse di Montegabbione
I circoli del PD dell'Alto Orvietano, in relazione alle notizie provenienti dal Comune di Montegabbione sulla possibile installazione di una centrale a biomasse per la produzione di energia elettrica ed al dibattito che questa notizia sta suscitando, allarmando gran parte della popolazione, ritengono indispensabile ricordare alcune considerazioni di fondo che sono alla base della propria azione politica e che riteniamo debbano guidare il nostro impegno. Preso atto che la discussione è ancora in fase embrionale ed al vaglio delle amministrazioni locali, comprendiamo la necessità di porre in atto misure innovative per quanto concerne la produzione di fonti alternative di energia, che vadano incontro alle esigenze della popolazione, soprattutto nell'attuale contesto di crisi internazionale, e che limiti l'emissione di gas nocivi, ritenendo però indispensabile la necessità di sviluppare un ragionamento più ampio che limiti la proliferazione di macro siti di produzione favorendo piuttosto politiche di riduzione dei consumi. Inoltre riteniamo che tutti i grossi impianti per la produzione di energia, sebbene considerati ecologici, abbiano bisogno di una ragionamento che valuti tutti gli aspetti legati sia alla salvaguardia del paesaggio, sia alla tutela della salute della popolazione.
L'efficienza energetica dei comuni è condizione primaria per la realizzazione di politiche di valorizzazione delle aree di pregio, soprattutto in un territorio come il nostro vocato essenzialmente ai temi ambientali. Bisogna porre in essere azioni educative di riduzione dei consumi e favorire la produzione di energie alternative in piccola scala nell'ottica della salvaguardia naturalistica e dell'innovazione tecnologica del territorio. Alcuni comuni stanno già avviando campagne di informazione e divulgazione di "buone pratiche" per quanto concerne le problematiche inerenti alla produzione e smaltimento dei rifiuti, ai consumi energetici e idrici.
Sono questi i motivi per cui, pur considerando positiva per l'apertura di un dibattito serio su questi temi l'iniziativa del comune di Montegabbione, riteniamo prematuro affrontare lo scenario di produzioni energetiche su larga scala se prima non si è dato il via a processi che indirizzino i vari territori comunali all'efficienza energetica. In questo modo si porranno le basi per uno studio reale dei fabbisogni proiettando così il nostro territorio nel panorama dei "comuni virtuosi" che valorizzano le risorse locali nell'ottica di un processo di sviluppo legato all'efficienza energetica.
I circoli del PD dell'Alto Orvietano
L'efficienza energetica dei comuni è condizione primaria per la realizzazione di politiche di valorizzazione delle aree di pregio, soprattutto in un territorio come il nostro vocato essenzialmente ai temi ambientali. Bisogna porre in essere azioni educative di riduzione dei consumi e favorire la produzione di energie alternative in piccola scala nell'ottica della salvaguardia naturalistica e dell'innovazione tecnologica del territorio. Alcuni comuni stanno già avviando campagne di informazione e divulgazione di "buone pratiche" per quanto concerne le problematiche inerenti alla produzione e smaltimento dei rifiuti, ai consumi energetici e idrici.
Sono questi i motivi per cui, pur considerando positiva per l'apertura di un dibattito serio su questi temi l'iniziativa del comune di Montegabbione, riteniamo prematuro affrontare lo scenario di produzioni energetiche su larga scala se prima non si è dato il via a processi che indirizzino i vari territori comunali all'efficienza energetica. In questo modo si porranno le basi per uno studio reale dei fabbisogni proiettando così il nostro territorio nel panorama dei "comuni virtuosi" che valorizzano le risorse locali nell'ottica di un processo di sviluppo legato all'efficienza energetica.
I circoli del PD dell'Alto Orvietano
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giovedì 30 ottobre 2008
Decreto Gelmini : cosa cambia nella scuola italiana
Martedi 4 Novembre alle ore 18 a Ficulle
presso la sala polivalente di Ficulle
ASSEMBLEA PUBBLICA sul tema
" Decreto Gelmini : cosa cambia nella scuola italiana"
interverrà MARIA PRODI Assessore Regionale
in Umbria all’Istruzione , Formazione, Lavoro,
Pari opportunità
Sulla scuola le “ nuove invasioni barbariche”
di Alba Cavicchi
(Responsabile Forum regionale scuola del PD)
I decreti del ministro Gelmini calano sulla scuola come una mannaia, a ritmo serrato, come una “nuova invasione barbarica”.
Bocciatura con una sola insufficienza, 4 anni invece che 5 per le superiori, università per pochi, nessun piano di assunzione per i precari, finanziamento pubblico alle scuole private, scuola solo fino alle 12.30, oltre al grembiule, al maestro unico e al drammatico taglio di 150mila posti di lavoro.
Questi provvedimenti hanno colto di sorpresa il mondo della scuola; nessuno si aspettava che, dopo anni di serrato dibattito, pedagogico e ideologico, sul ruolo della scuola e sulla centralità dell’allievo, si arrivasse ad intervenire sulla scuola solo operando tagli, solo per ragioni economiche.
Hanno però trovato consenso, all’inizio, anche tra alcuni opinionisti autorevoli, che plaudivano alle “novità”: ordine, disciplina, merito, serietà. Se aggiungiamo a questo la propaganda del governo contro i docenti fannulloni, impreparati e la “crociata contro gli sprechi”, si capisce la difficoltà della scuola nel far valere le proprie ragioni.
Anche i partiti di opposizione e i sindacati si sono mossi un po’ in ritardo.
Sembra quasi che abbiamo perso la bussola, che siamo a corto di risposte e quelle che tentiamo siano vecchie. Perché?
Filosofi, sociologi, economisti ci dicono che oggi viviamo immersi in una paura quotidiana, anche se non ne siamo consapevoli: paura di non trovare o di perdere il lavoro, paura delle epidemie, della catastrofe ambientale, degli attentati terroristici, delle armi di distruzione di massa, del crollo dell’economia, della povertà. Questi sono gli aspetti più pericolosi di quel processo irreversibile di globalizzazione dei rapporti umani, che, se lasciato senza una guida politica democratica, come oggi accade, rischia di condurci alla catastrofe.
Di fronte a queste paure i governi di destra, nel mondo, danno risposte vecchie e falsamente rassicuranti, ma nell’immediato, vincenti: il ritorno al passato, all’identità nazionale, all’italianità, alla famiglia tradizionale, alla Patria, all’ordine, al proprio particolare, alla “vecchia cara scuola di un tempo”. Sembrano promesse rassicuranti, ma giocano sulla paura; hanno come effetto una specie di “caccia alle streghe”, che scatena vari gruppi sociali in difesa dei propri interessi “particolari”, contro la minaccia del diverso, del fannullone, degli sprechi, contro tutto ciò che è “pubblico”. Anche gli insegnanti vengono rappresentati come inadeguati e incapaci; così sarà più facile liquidare la scuola pubblica.
Ma è proprio di fronte a queste paure che il compito della scuola si rafforza: occorre infatti che i ragazzi siano educati a filtrare correttamente l’enorme flusso di informazioni che ricade su di loro, a sviluppare il senso critico per giudicare autonomamente. E’ a scuola che si formano cultura e democrazia e che può riprendere anche quel nuovo sviluppo economico che nasce dal capitale umano.
Per queste ragioni la scuola pubblica ha bisogno di investimenti straordinari e di realizzare i processi di riforma in atto, le Indicazioni per il curricolo e l’innalzamento dell’obbligo di istruzione a dieci anni, nel percorso scolastico.
Ha bisogno dell’appoggio dei genitori, dei cittadini e delle Istituzioni per continuare a svolgere il suo compito costituzionale, per impedire “ nuove invasioni barbariche” e anzi promuovere una rinascita culturale, economica e morale del nostro Paese.
Responsabile Forum regionale scuola del PD
presso la sala polivalente di Ficulle
ASSEMBLEA PUBBLICA sul tema
" Decreto Gelmini : cosa cambia nella scuola italiana"
interverrà MARIA PRODI Assessore Regionale
in Umbria all’Istruzione , Formazione, Lavoro,
Pari opportunità
Sulla scuola le “ nuove invasioni barbariche”
di Alba Cavicchi
(Responsabile Forum regionale scuola del PD)
I decreti del ministro Gelmini calano sulla scuola come una mannaia, a ritmo serrato, come una “nuova invasione barbarica”.
Bocciatura con una sola insufficienza, 4 anni invece che 5 per le superiori, università per pochi, nessun piano di assunzione per i precari, finanziamento pubblico alle scuole private, scuola solo fino alle 12.30, oltre al grembiule, al maestro unico e al drammatico taglio di 150mila posti di lavoro.
Questi provvedimenti hanno colto di sorpresa il mondo della scuola; nessuno si aspettava che, dopo anni di serrato dibattito, pedagogico e ideologico, sul ruolo della scuola e sulla centralità dell’allievo, si arrivasse ad intervenire sulla scuola solo operando tagli, solo per ragioni economiche.
Hanno però trovato consenso, all’inizio, anche tra alcuni opinionisti autorevoli, che plaudivano alle “novità”: ordine, disciplina, merito, serietà. Se aggiungiamo a questo la propaganda del governo contro i docenti fannulloni, impreparati e la “crociata contro gli sprechi”, si capisce la difficoltà della scuola nel far valere le proprie ragioni.
Anche i partiti di opposizione e i sindacati si sono mossi un po’ in ritardo.
Sembra quasi che abbiamo perso la bussola, che siamo a corto di risposte e quelle che tentiamo siano vecchie. Perché?
Filosofi, sociologi, economisti ci dicono che oggi viviamo immersi in una paura quotidiana, anche se non ne siamo consapevoli: paura di non trovare o di perdere il lavoro, paura delle epidemie, della catastrofe ambientale, degli attentati terroristici, delle armi di distruzione di massa, del crollo dell’economia, della povertà. Questi sono gli aspetti più pericolosi di quel processo irreversibile di globalizzazione dei rapporti umani, che, se lasciato senza una guida politica democratica, come oggi accade, rischia di condurci alla catastrofe.
Di fronte a queste paure i governi di destra, nel mondo, danno risposte vecchie e falsamente rassicuranti, ma nell’immediato, vincenti: il ritorno al passato, all’identità nazionale, all’italianità, alla famiglia tradizionale, alla Patria, all’ordine, al proprio particolare, alla “vecchia cara scuola di un tempo”. Sembrano promesse rassicuranti, ma giocano sulla paura; hanno come effetto una specie di “caccia alle streghe”, che scatena vari gruppi sociali in difesa dei propri interessi “particolari”, contro la minaccia del diverso, del fannullone, degli sprechi, contro tutto ciò che è “pubblico”. Anche gli insegnanti vengono rappresentati come inadeguati e incapaci; così sarà più facile liquidare la scuola pubblica.
Ma è proprio di fronte a queste paure che il compito della scuola si rafforza: occorre infatti che i ragazzi siano educati a filtrare correttamente l’enorme flusso di informazioni che ricade su di loro, a sviluppare il senso critico per giudicare autonomamente. E’ a scuola che si formano cultura e democrazia e che può riprendere anche quel nuovo sviluppo economico che nasce dal capitale umano.
Per queste ragioni la scuola pubblica ha bisogno di investimenti straordinari e di realizzare i processi di riforma in atto, le Indicazioni per il curricolo e l’innalzamento dell’obbligo di istruzione a dieci anni, nel percorso scolastico.
Ha bisogno dell’appoggio dei genitori, dei cittadini e delle Istituzioni per continuare a svolgere il suo compito costituzionale, per impedire “ nuove invasioni barbariche” e anzi promuovere una rinascita culturale, economica e morale del nostro Paese.
Responsabile Forum regionale scuola del PD
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martedì 28 ottobre 2008
L'11 novembre si inaugura il percorso d'arte a Monteleone


Gli ingressi ai vari tratti di percorso, sono segnati dalla presenza di opere scultoree figurative dell’artista Marco Gabriel Perli realizzate in travertino, che invitano il visitatore ad “intraprendere il cammino”. Rappresentano coppie, un uomo ed una donna appartenenti a tre età diverse della vita: la giovinezza, la maturità, la vecchiaia. Così si intraprende il cammino “virtuale” dei “tempi” della vita, passeggiando si riflette, si pensa si raggiungono ricordi…
All’interno di una piazzola dove sorgeva una discarica abusiva, adesso è stato installato il primo microgiardino d’artista, un’area tra le piante, dove l’artista Marco Gabriel Perli, si confronta con la natura. Una coppia di sculture di travertino intitolate “Teste tra le nuvole”. Queste opere in particolare sono realizzate in modo che il fruitore può toccarle, sedervi sopra, interagire con esse.
Questo intervento apre le porte ad un programma decennale che il Comune è intenzionato ad attuare. Un Comitato appositamente costituito si occuperà di coordinare l’intera iniziativa. Infatti saranno elaborati dei programmi didattici che verranno proposti alle scuole.
Il progetto ha una forte valenza artistica, dato che il Comune realizzerà programmi d’intervento da parte di artisti contemporanei invitati anno per anno a realizzare un MICROGIARDINO all’interno delle zone boschive adiacenti al percorso.
Persino il marciapiedi che interessa la parte più vicina a Fabro Scalo, e che isola il fruitore dalla strada adiacente, è realizzato con un sapore artistico. Sarà infatti caratterizzato da una ringhiera artistica in ferro colorato che dona, per la sua particolare forma, un accento dinamico e ludico.
La “Passeggiata” naturalistica rimane comunque lo scopo principale di questo intervento, che prevede di essere una grande e nuova attrattiva. Si ritiene che l’apporto didattico, naturalistico ed artistico sia di fondamentale importanza, poiché costituisce un modo sottile per educare, oltre che una ricchezza particolare della quale il Comune intende dotarsi così da poterla offrire ai suoi cittadini ed anche agli attenti visitatori.
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domenica 19 ottobre 2008
18 ottobre 2008 : inaugurata l'UNITRE dell'Alto Orvietano

Il 18 ottobre è stato presentato l'anno accademico 2008/2009 dell'UNITRE dell'Alto Orvietano. Il presidente Luciano Martelloni, alla presenza dei sindaci, degli amministratori e dei molti volontari che già si sono ttivati per l'iniziativa ha presentato il programma introdotto da una bella citazione di Peter Ustinov : " Si è giovani se ci si dimentica di diventare vecchi perchè si ha di meglio da fare nella vita".
Tra i docenti Aldo Sorci,Enrico Paraciani, Domenico Cacopardo, Carlo Andreoli, Don Maurizio De Siena,Germana Monni, Elisa Biglia, Fabio Fattorini,Alessandra Amori, Letizia Borra,Immacolata Graziani,Claudio Bizzarri,Padre Giovanni Scanavino, Mario Giuliacci,Mario Morcellini, Nando Anselmi, Gino Terreza, Cristina Perrissinotto
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