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mercoledì 25 novembre 2009

PANE E OLIO A FICULLE



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28 Novembre 2009 alle 15.30
"ASPETTANDO PANE & OLIO"
promossa dall'ASSOCIAZIONE COMMERCIANTI ed ARTIGIANI di FICULLE
PRESSO LA ROCCA MEDIEVALE

venerdì 27 marzo 2009

BLOCCATE LE EDIFICAZIONI alla BADIA di Ficulle



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da www.orvietonews.it



Importante vittoria del Comitato per la Tutela e Valorizzazione delle Valli del Chiani e Migliari (CO.CHIA.MI). La sottoposizione a vincolo dell'area limitrofa alla Chiesa di S. Nicola al Monte Orvietano e Badia di S. Nicola al Monte, impedisce nei fatti quanto inizialmente previsto dal comune di Ficulle, in occasione del rinnovo del PRG in itinere, che conteneva la previsione di una macroarea turistico- residenziale a ridosso della citata Badia di ben 7.000 metri cubi di nuovo cemento.

Il vincolo in particolare vieta la costruzione di fabbricati ex-novo; per l'edificato esistente gli aumenti delle volumetrie, da realizzare utilizzando materiali e forme tipiche dei luoghi, sono quelli previsti dalla normativa in materia vigente, dopo approvazione della Soprintendenza competente. E' previsto inoltre il divieto assoluto di modificazioni orografiche, fatto salve piccole sistemazioni esterne adeguatamente rinaturalizzate e realizzate esclusivamente con tecniche di ingegneria naturalistica.

Su richiesta del Comitato per la tutela e valorizzazione delle valli del Chiani e Migliari (Co.Chia.Mi.) il 30 gennaio scorso la Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Umbria ha apposto il vincolo e quindi la colata di cemento non ci sarà, con grande soddisfazione dei cittadini di Ficulle e Parrano impegnati nella tutela e valorizzazione della valle del Chiani, uno dei paesaggi più significativi dell'intero Orvietano, "recentemente oggetto - afferma una nota stampa del Comitato - di un ulteriore attacco realizzato dalla previsione di una centrale a biomasse per iniziativa del sindaco di Montegabbione. Un'altra vittoria della cittadinanza attiva contro il degrado della politica, per una Italia migliore. Una citazione per la locale sezione orvietana di Italia Nostra per il sostegno dato nella vertenza".

La Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Umbria ha apposto il vincolo in quanto ha "ritenuto necessario prescrivere distanze, misure ed altre norme dirette ad evitare che sia messa in pericolo l'integrità dei beni culturali immobili denominati Chiesa di S. Nicola al Monte Orvietano e Badia di S. Nicola al Monte, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e decoro". Ciò in quanto detti manufatti "rivestono singolarmente e nel loro insieme interesse pubblico particolarmente importante sotto il profilo storico-architettonico" per cui la tutela è necessaria a garantire" una piena azione di salvaguardia delle caratteristiche di prospettiva, luce, decoro per la pubblica godibilità dei detti beni".

Infatti- recita ancora il provvedimento- "i beni già in precedenza tutelati appartengono alla Badia di San Nicola al Monte Orvietano, conosciuta anche come Abbazia di san Niccolò, il cui fondatore e restauratore fu, nel sec. XI, San Romualdo dell'Ordine benedettino. Il camaldolese Magister Gratiano nei primi anni del XII secolo rivestì l'abito monacale nell'Abbazia; fu illustre giurista e fondatore del diritto canonico con il suo "Decretum Graziani". A partire dal 1118 il monastero entrò in possesso della famiglia Bulgari, conti di Marsciano, che lo trasformarono in un vero e proprio fortilizio con alte mura, torri con bertesche e piombatoi. La Chiesa è del tipo a sala, a navata unica, con portale gotico; il costruito della Badia, invece, è stato trasformato in case coloniche. Tale complesso di edifici storici conserva ancora immutato il proprio rapporto con la campagna circostante, come una unica entità, esempio purtroppo ormai molto raro di continuità spaziale e visiva. Ne scaturisce, quindi, un ambito visuale di interesse culturale meritevole della massima tutela". Motivazione e finalità principale del provvedimento- conclude la relazione di vincolo- "è conservare l'ambiente della Chiesa di San Nicola al Monte Orvietano e della Badia di San Nicola al Monte favorendone la fruizione e completandone la tutela".

giovedì 30 ottobre 2008

Decreto Gelmini : cosa cambia nella scuola italiana



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Martedi 4 Novembre alle ore 18 a Ficulle
presso la sala polivalente di Ficulle
ASSEMBLEA PUBBLICA sul tema
" Decreto Gelmini : cosa cambia nella scuola italiana"
interverrà MARIA PRODI Assessore Regionale
in Umbria all’Istruzione , Formazione, Lavoro,
Pari opportunità


Sulla scuola le “ nuove invasioni barbariche”

di Alba Cavicchi
(Responsabile Forum regionale scuola del PD)

I decreti del ministro Gelmini calano sulla scuola come una mannaia, a ritmo serrato, come una “nuova invasione barbarica”.
Bocciatura con una sola insufficienza, 4 anni invece che 5 per le superiori, università per pochi, nessun piano di assunzione per i precari, finanziamento pubblico alle scuole private, scuola solo fino alle 12.30, oltre al grembiule, al maestro unico e al drammatico taglio di 150mila posti di lavoro.

Questi provvedimenti hanno colto di sorpresa il mondo della scuola; nessuno si aspettava che, dopo anni di serrato dibattito, pedagogico e ideologico, sul ruolo della scuola e sulla centralità dell’allievo, si arrivasse ad intervenire sulla scuola solo operando tagli, solo per ragioni economiche.
Hanno però trovato consenso, all’inizio, anche tra alcuni opinionisti autorevoli, che plaudivano alle “novità”: ordine, disciplina, merito, serietà. Se aggiungiamo a questo la propaganda del governo contro i docenti fannulloni, impreparati e la “crociata contro gli sprechi”, si capisce la difficoltà della scuola nel far valere le proprie ragioni.
Anche i partiti di opposizione e i sindacati si sono mossi un po’ in ritardo.
Sembra quasi che abbiamo perso la bussola, che siamo a corto di risposte e quelle che tentiamo siano vecchie. Perché?

Filosofi, sociologi, economisti ci dicono che oggi viviamo immersi in una paura quotidiana, anche se non ne siamo consapevoli: paura di non trovare o di perdere il lavoro, paura delle epidemie, della catastrofe ambientale, degli attentati terroristici, delle armi di distruzione di massa, del crollo dell’economia, della povertà. Questi sono gli aspetti più pericolosi di quel processo irreversibile di globalizzazione dei rapporti umani, che, se lasciato senza una guida politica democratica, come oggi accade, rischia di condurci alla catastrofe.

Di fronte a queste paure i governi di destra, nel mondo, danno risposte vecchie e falsamente rassicuranti, ma nell’immediato, vincenti: il ritorno al passato, all’identità nazionale, all’italianità, alla famiglia tradizionale, alla Patria, all’ordine, al proprio particolare, alla “vecchia cara scuola di un tempo”. Sembrano promesse rassicuranti, ma giocano sulla paura; hanno come effetto una specie di “caccia alle streghe”, che scatena vari gruppi sociali in difesa dei propri interessi “particolari”, contro la minaccia del diverso, del fannullone, degli sprechi, contro tutto ciò che è “pubblico”. Anche gli insegnanti vengono rappresentati come inadeguati e incapaci; così sarà più facile liquidare la scuola pubblica.

Ma è proprio di fronte a queste paure che il compito della scuola si rafforza: occorre infatti che i ragazzi siano educati a filtrare correttamente l’enorme flusso di informazioni che ricade su di loro, a sviluppare il senso critico per giudicare autonomamente. E’ a scuola che si formano cultura e democrazia e che può riprendere anche quel nuovo sviluppo economico che nasce dal capitale umano.
Per queste ragioni la scuola pubblica ha bisogno di investimenti straordinari e di realizzare i processi di riforma in atto, le Indicazioni per il curricolo e l’innalzamento dell’obbligo di istruzione a dieci anni, nel percorso scolastico.


Ha bisogno dell’appoggio dei genitori, dei cittadini e delle Istituzioni per continuare a svolgere il suo compito costituzionale, per impedire “ nuove invasioni barbariche” e anzi promuovere una rinascita culturale, economica e morale del nostro Paese.


Responsabile Forum regionale scuola del PD

martedì 13 maggio 2008

Unione dei Comuni Pian del Bruscolo



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Tra le esperienze piu' recenti ed interessanti di cooperazione istituzionale tra comuni vi segnaliamo l'Unione dei Comuni di Pian del Bruscolo a Pesaro nelle Marche.
Lo potete vedere su http://www.unionepiandelbruscolo.pu.it/

domenica 11 maggio 2008

Associazione Val di Chiani



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L'intento di questo blog è quello di promuovere un dibattito attorno alla necessità di creare un'unica entità amministrativa tra i cinque comuni della Valdichiana Umbra : Fabro, Ficulle, Monteleone d'Orvieto, Montegabbione e Parrano.
Appare ormai evidente l'inadeguedezza di apparati amministrativi gracili, senza risorse e competenze che finiscono per realizzare una gestione paternalistica ed a volte poco trasparente.
La buona volontà dei Sindaci non basta piu'; il loro continuo sostituirsi agli apparati finisce per trasformarli in funzionari a tempo pieno, mentre i processi politici , che sono provinciali e regionali, vanno avanti senza di loro. Le esperienze tentate dalla Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana, dai Comuni di Parrano, Ficulle e Montegabbione e da Allerona e Castelviscardo dimostrano che è possibile superare i rigidi confini amministrativi per varare modelli di cooperazione istituzionale. Ma ci vuole un salto di qualità, soprattutto di tipo culturale.