venerdì 27 marzo 2009

BLOCCATE LE EDIFICAZIONI alla BADIA di Ficulle



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da www.orvietonews.it



Importante vittoria del Comitato per la Tutela e Valorizzazione delle Valli del Chiani e Migliari (CO.CHIA.MI). La sottoposizione a vincolo dell'area limitrofa alla Chiesa di S. Nicola al Monte Orvietano e Badia di S. Nicola al Monte, impedisce nei fatti quanto inizialmente previsto dal comune di Ficulle, in occasione del rinnovo del PRG in itinere, che conteneva la previsione di una macroarea turistico- residenziale a ridosso della citata Badia di ben 7.000 metri cubi di nuovo cemento.

Il vincolo in particolare vieta la costruzione di fabbricati ex-novo; per l'edificato esistente gli aumenti delle volumetrie, da realizzare utilizzando materiali e forme tipiche dei luoghi, sono quelli previsti dalla normativa in materia vigente, dopo approvazione della Soprintendenza competente. E' previsto inoltre il divieto assoluto di modificazioni orografiche, fatto salve piccole sistemazioni esterne adeguatamente rinaturalizzate e realizzate esclusivamente con tecniche di ingegneria naturalistica.

Su richiesta del Comitato per la tutela e valorizzazione delle valli del Chiani e Migliari (Co.Chia.Mi.) il 30 gennaio scorso la Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Umbria ha apposto il vincolo e quindi la colata di cemento non ci sarà, con grande soddisfazione dei cittadini di Ficulle e Parrano impegnati nella tutela e valorizzazione della valle del Chiani, uno dei paesaggi più significativi dell'intero Orvietano, "recentemente oggetto - afferma una nota stampa del Comitato - di un ulteriore attacco realizzato dalla previsione di una centrale a biomasse per iniziativa del sindaco di Montegabbione. Un'altra vittoria della cittadinanza attiva contro il degrado della politica, per una Italia migliore. Una citazione per la locale sezione orvietana di Italia Nostra per il sostegno dato nella vertenza".

La Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Umbria ha apposto il vincolo in quanto ha "ritenuto necessario prescrivere distanze, misure ed altre norme dirette ad evitare che sia messa in pericolo l'integrità dei beni culturali immobili denominati Chiesa di S. Nicola al Monte Orvietano e Badia di S. Nicola al Monte, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e decoro". Ciò in quanto detti manufatti "rivestono singolarmente e nel loro insieme interesse pubblico particolarmente importante sotto il profilo storico-architettonico" per cui la tutela è necessaria a garantire" una piena azione di salvaguardia delle caratteristiche di prospettiva, luce, decoro per la pubblica godibilità dei detti beni".

Infatti- recita ancora il provvedimento- "i beni già in precedenza tutelati appartengono alla Badia di San Nicola al Monte Orvietano, conosciuta anche come Abbazia di san Niccolò, il cui fondatore e restauratore fu, nel sec. XI, San Romualdo dell'Ordine benedettino. Il camaldolese Magister Gratiano nei primi anni del XII secolo rivestì l'abito monacale nell'Abbazia; fu illustre giurista e fondatore del diritto canonico con il suo "Decretum Graziani". A partire dal 1118 il monastero entrò in possesso della famiglia Bulgari, conti di Marsciano, che lo trasformarono in un vero e proprio fortilizio con alte mura, torri con bertesche e piombatoi. La Chiesa è del tipo a sala, a navata unica, con portale gotico; il costruito della Badia, invece, è stato trasformato in case coloniche. Tale complesso di edifici storici conserva ancora immutato il proprio rapporto con la campagna circostante, come una unica entità, esempio purtroppo ormai molto raro di continuità spaziale e visiva. Ne scaturisce, quindi, un ambito visuale di interesse culturale meritevole della massima tutela". Motivazione e finalità principale del provvedimento- conclude la relazione di vincolo- "è conservare l'ambiente della Chiesa di San Nicola al Monte Orvietano e della Badia di San Nicola al Monte favorendone la fruizione e completandone la tutela".

mercoledì 18 febbraio 2009

Montegabbione : " Conoscersi meglio per crescere insieme"



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L'isituto Comprensivo Alto Orvietano ha realizzato un progetto Inteculturale chiamato: " CONOSCERSI MEGLIO PER CRESCERE INSIEME - L'Albania, storia, cultura, tradizioni e religiosi"
Per presentare questa iniziativa è stato organizzato un incontro pubblico a Montegabbione per il 20 Febbraio alle ore 17,30 presso la sala polivalente " O Gattavilla".

L'incontro sarà aperto dal saluto del Sindaco di Montegabbione Marco Spallaccini; seguirà l'introduzione di Pino Greco, dirigente scolastico ICAO. Successivamente ci saranno gli interveni di Ermira Behri ( mediatrice culturale)e Ester Montagnolo ( docente scuola primaria) su " Le Reciproche Identità", seguirà Carlo Andreoli ( Coordnatore Caritas Alto Orvietano) su " Convivenza dei Polpoli diversi : arricchimento umano reciproco".


Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

giovedì 29 gennaio 2009

COMMENTO su : " Considerazioni su Centrale a Biomasse di Montegabbione



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Riceviamo da Daniela Bruno un commento che pubblichiamo

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Come risulta dal Consiglio provinciale del 23-12-08 mi risulta che il Comune di Montegabbione predisporrà il nuovo piano regolatore prevedendo la possibilità di un impianto a biomasse". (parole di Buconi) la possibilità di una costruzione di una centrale di biomasse che brucerebbe legna (dove la troveranno e come la faranno arrivare tutta questa legna per alimentare una centrale? ) E' assolutamente reale, perchè non pensare a qualcosa di molto meno inquinante come i pannelli fotovoltaici?
Poi che il nuovo piano regolatore tuteli gli interessi dei ciddadini, mi lascia alquanto perplesso basti pensare che è previsto lo stanziamento di 147.000 euro per la cotruzione di un parcheggio a Faiolo, un frazione dove se ci sono venti persone è grassa!!!
Daniela Bruno

giovedì 4 dicembre 2008

Considerazioni sul caso "centrale a biomasse" di Montegabbione di Nicolò Savarese, Architetto incaricato PRG di Montegabbione



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da www.orvietonews.it

Caro Direttore di Orvietonews,
vivendo a Roma, non mi capita facilmente di leggere la stampa locale, se non quando non ne sia per qualche motivo sollecitato o coinvolto.
Mi riferisco alla questione "centrale a biomasse" di Montegabbione, dove sono al momento incaricato di elaborare la variante al Piano Regolatore Generale.
Per lunga esperienza di collaborazione con le amministrazioni locali, so come non sia decisione facile, per un sindaco, affrontare questioni urbanistiche nell'imminenza di scadenze elettorali e pertanto la tempesta, che sembra essersi scatenata nel classico bicchier d'acqua, non mi ha sorpreso più di tanto.
Tuttavia, anche se la questione sembra essersi chiarificata, mi corre l'obbligo di alcune precisazioni al riguardo, per ristabilire quel minimo di correttezza nell'informazione ai cittadini, che è necessaria anche per poter svolgere un buon lavoro professionale.

Da qualche tempo a questa parte – e dopo un lungo periodo di illusione tecnocratica da parte di politici e tecnici urbanisti – è tornata ad imporsi l'esigenza, prima di disegnare un piano, di confrontarsi con le esigenze dei cittadini, delle associazioni di categoria, delle imprese operanti sul territorio e di quanti altri pensano di avere qualcosa da chiedere o anche solo da dire all'Amministrazione comunale. Lo raccomanda autorevolmente l'Istituto Nazionale di Urbanistica, ma lo impone soprattutto la legislazione regionale, attraverso l'attivazione di strumenti preliminari all'adozione del PRG, come la pubblicizzazione di un documento programmatico preliminare e la convocazione di una conferenza interistituzionale cosiddetta di co-pianificazione.

Avendo a cuore questa esigenza, l'Amministrazione comunale di Montegabbione ha aperto da tempo un dialogo con cittadini ed operatori, sollecitando proposte e richieste. Di conseguenza, è vero che è pervenuta all'Amministrazione una richiesta per l'insediamento di una centrale a biomasse, così come è vero che sono pervenute proposte per nuovi complessi turistico-ricettivi e per nuovi insediamenti residenziali. Posso addirittura correggere al rialzo le cifre fornite in qualcuno degli articoli pubblicati, anche perché molte di tali proposte sono state presentate in pubbliche assemblee. Ebbene non si tratta di richieste per 30.000 ma per oltre 80.000 metri cubi (magari non sul Montarale di fronte a Castedifiori, che sta un poco più lontano).

Il fatto è che, se solo si fosse attesa la pubblicazione del Documento programmatico preliminare, di queste cifre, così come della centrale a biomasse, non si sarebbe trovata traccia! Si sarebbe scoperto, invece, che tra gli obiettivi del nuovo PRG ci sono:
- la riduzione delle quantità residenziali previste dal PRG vigente (e devo confessare che non mi era ancora capitata un'Amministrazione che vara un nuovo PRG per ridursi le possibilità edificatorie consentitegli dal vecchio);
- la valorizzazione delle risorse ambientali e culturali, davvero ingenti e fortemente sottoutilizzate, come nel caso della Scarzuola, un bene di vera eccellenza, su cui Provincia e Regione dovrebbero attivarsi;
- la valorizzazione turistica del territorio (dopo aver richiesto con lettera circolare a tutti gli interessati, vecchi e nuovi, un business plan degli interventi proposti, per verificarne fattibilità e credibilità);
- il coordinamento con i Comuni vicini, per risolvere problemi comuni, come quello relativo alle attività estrattive, ma anche per mettere a sistema le ricadute di grandi progetti turistici, come quello relativo alle terme di Parrano. E così via.

In conclusione, se si fosse atteso ancora qualche giorno prima di sollevare il caso, si sarebbe potuto esercitare il sacrosanto diritto di critica su dati di fatto e su decisioni programmatiche pubblicamente espresse, nero su bianco, dall'Amministrazione comunale stessa; piuttosto che su voci di corridoio.

Un cordiale saluto

Nicolò Savarese

sabato 29 novembre 2008

" Le coccinelle" Centro Intercomunale di Servizi per la Prima Infanzia



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Sabato 29 Novembre inaugurazione a Fabro Scalo del Centro Intercomunale Di Servizi per la Prima Infanzia "LE COCCINELLE".
Il servizio è stato voluto dai comuni di Fabro, Parrano, Ficulle, Montegabbione e Monteleone D'Orvieto
La manifestazione prevede :
ore 9,30 al Teatro Di Fabro Scalo Convegno sui temi :
" Maria Montessori e l'educazione dalla nascita" a cura della Dott.ssa Paola Trabalzini
"Nido e Famiglia: ala ricerca di una circolarità reciproca" a cura della Dott.ssa Camilla Monaco.
"Nidi e Servizi integrativi del territorio orvietano" a cura della Dott.ssa Elena Liotta
ore 12 intervento delle autorità e dell'assessore regionale all'Istruzione e Sistema Formativo Maria prodi

venerdì 28 novembre 2008

Centrale biomasse, Rossi e Trappolino: “bene sindaci alto orvietano su energie rinnovabili”



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“Investire nelle energie rinnovabili è una sfida per tutti: i sindaci
dell’alto orvietano siano protagonisti nelle scelte di programmazione
del settore che riguardano il proprio territorio”. C’è soddisfazione
da parte di Gianluca Rossi, capogruppo del Partito democratico alla
Regione Umbria, e di Carlo Emanuele Trappolino, deputato umbro del Pd per
gli orientamenti maturati in occasione dell’incontro del 26 novembre
sulla vicenda della centrale biomasse di Montegabbione, al quale hanno
partecipato i sindaci dell’alto orvietano e l’assessore
all’ambiente della Provincia di Terni. “Il comparto delle energie
rinnovabili – sottolineano Rossi e Trappolino – deve poter trovare in
Umbria un terreno di forte e intenso sviluppo, attraverso un mix di
soluzioni differenti per dimensioni, fonti e contesti ambientali,
nell’evidenza di indirizzi che danno agli imprenditori solide basi per
gli investimenti. Le iniziative dei territori in
materia energetica – proseguono i due esponenti del Pd – devono
essere inserite, oltre che in un perimetro di certezze normative e
autorizzative, all’interno di una programmazione politica regionale,
provinciale e d’area vasta. Tutto questo per definire ciò che si può
fare e dove lo si può fare. In questa ottica va interpretata la
decisione di procedere ad una valutazione scientificamente fondata delle
possibilità offerte dal territorio in termini di sviluppo delle energie
rinnovabili”.Per Rossi e Trappolino “bene hanno fatto i sindaci
dell’alto orvietano, a partire da quello di Montegabbione, a ribadire
il valore centrale della qualità del territorio nelle politiche di
sviluppo d’area vasta. Valore che dà le istruzioni per le politiche
energetiche locali, rispetto a cui il protagonismo delle amministrazioni
deve essere sostenuto – concludono – anche attraverso le agenzie
regionali, gli enti di area vasta, le università e i centri di ricerca”.

mercoledì 26 novembre 2008

I circoli del PD dell'Alto Orvietano intervengono sul problema della centrale a biomasse di Montegabbione



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I circoli del PD dell'Alto Orvietano, in relazione alle notizie provenienti dal Comune di Montegabbione sulla possibile installazione di una centrale a biomasse per la produzione di energia elettrica ed al dibattito che questa notizia sta suscitando, allarmando gran parte della popolazione, ritengono indispensabile ricordare alcune considerazioni di fondo che sono alla base della propria azione politica e che riteniamo debbano guidare il nostro impegno. Preso atto che la discussione è ancora in fase embrionale ed al vaglio delle amministrazioni locali, comprendiamo la necessità di porre in atto misure innovative per quanto concerne la produzione di fonti alternative di energia, che vadano incontro alle esigenze della popolazione, soprattutto nell'attuale contesto di crisi internazionale, e che limiti l'emissione di gas nocivi, ritenendo però indispensabile la necessità di sviluppare un ragionamento più ampio che limiti la proliferazione di macro siti di produzione favorendo piuttosto politiche di riduzione dei consumi. Inoltre riteniamo che tutti i grossi impianti per la produzione di energia, sebbene considerati ecologici, abbiano bisogno di una ragionamento che valuti tutti gli aspetti legati sia alla salvaguardia del paesaggio, sia alla tutela della salute della popolazione.

L'efficienza energetica dei comuni è condizione primaria per la realizzazione di politiche di valorizzazione delle aree di pregio, soprattutto in un territorio come il nostro vocato essenzialmente ai temi ambientali. Bisogna porre in essere azioni educative di riduzione dei consumi e favorire la produzione di energie alternative in piccola scala nell'ottica della salvaguardia naturalistica e dell'innovazione tecnologica del territorio. Alcuni comuni stanno già avviando campagne di informazione e divulgazione di "buone pratiche" per quanto concerne le problematiche inerenti alla produzione e smaltimento dei rifiuti, ai consumi energetici e idrici.

Sono questi i motivi per cui, pur considerando positiva per l'apertura di un dibattito serio su questi temi l'iniziativa del comune di Montegabbione, riteniamo prematuro affrontare lo scenario di produzioni energetiche su larga scala se prima non si è dato il via a processi che indirizzino i vari territori comunali all'efficienza energetica. In questo modo si porranno le basi per uno studio reale dei fabbisogni proiettando così il nostro territorio nel panorama dei "comuni virtuosi" che valorizzano le risorse locali nell'ottica di un processo di sviluppo legato all'efficienza energetica.

I circoli del PD dell'Alto Orvietano