sabato 20 settembre 2008
VALDICHIANI : dibattito su PrimaPagina (1)
Sembra, quella della fusione in uno dei cinque Comuni dell’Alto Orvietano, una telenovela senza fine. Ogni volta che i promessi sposi sono sul punto di maritarsi, dopo essersi già più volte giurati amore eterno, immancabilmente appare un barbacane di Don Rodrigo che, da sé o per tramite dei suoi Bravi, manda tutto a ramengo. Il problema è che spesso, l’ineffabile Don Rodrigo, altri non è che uno dei promessi sposi... Diciamoci la verità: questi paesi, benché uniti sotto il comune denominatore dell’essere Amministrazioni targate centrosinistra, si amano, si odiano, e ancora si amano, si odiano, e poi si apprezzano, parafrasando Elio. Da sempre divisi, rivaleggianti pure in vari campi, non è mica uno scherzo ritrovarsi di colpo sotto uno stesso tetto... Figuriamoci poi quando nella capanna, anziché due, debbono entrarcene ben cinque, di cuori! Più, il fatto che di quest’unione se ne torni a parlare sempre con l’arrivo dell’estate, in coincidenza al ritorno di calippo e cucciolone, potrebbe anche dare alla cosa una parvenza balneare, da chiacchiera sotto l’ombrellone (ammesso che vi sia davvero al mondo qualcuno davvero intenzionato a sorbirsi sta roba piluccosa nei rari momenti di vacanza), ma quest’anno, guarda un po’, le chiacchiere sembrano più sostanziose del solito. Il coordinamento delle segreterie del Pd (che nell’Alto Orvietano esprimono ben quattro sindaci e un vicesindaco) si è incontrato più volte, recentemente, per mettere a punto strategie d’integrazione che portino alla razionalizzazione delle risorse e dei servizi nell’intera area. Nel mirino i trasporti, la polizia municipale, la sanità, il sociale, la valorizzazione e la promozione delle ricchezze e peculiarità del territorio. All’uopo, per rilanciare ulteriormente questo progetto di unione graduale, è stato individuato anche un coordinatore di partito, al quale spetterà il compito di mediare fra le varie istanze presentate dai sindaci e di proporre soluzioni che permettano di passare dalle parole ai fatti. Fra i vari ordini del giorno, anche quello di individuare per l’area un nome che non denoti la sudditanza nei confronti di altre realtà territoriali come in passato, ma che esprima un carattere più personale, indipendente. In coda al comunicato stampa congiunto stilato in questi giorni dalle forze di centrosinistra di Fabro, si parla anche della necessità di una maggiore integrazione fra i Comuni dell’area per ciò che concerne la condivisione dei servizi. I segnali, insomma, sembrano indicare un cammino già intrapreso; resta da vedere, però, se, come spesso succede, il tutto sarà riposto, insieme all’ombrellone, in qualche garage a prendere polvere, in attesa della prossima estate.
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UNITRE' dell'ALTO ORVIETANO
Da Primapagina
L’Università della Terza Età dell’Alto Orvietano - nome ancora indicativo – è da oggi realtà. Con la firma dell’atto costitutivo da parte dei ventitre soci promotori (tra cui i cinque sindaci dei comuni dell’Alto Orvietano), e la benedizione di Irma Re, fondatrice e presidentessa dell’istituzione, inizia dunque ufficialmente l’avventura dell’Unitre sul nostro territorio. Nelle intenzioni del comitato promotore, dove i cinque Comuni dell’Alto Orvietato sono tutti rappresentati da almeno due componenti, l’università della terza età dovrà coinvolgere in egual modo i cittadini e le strutture di Fabro, Ficulle, Montegabbione, Monteleone e Parrano, in modo da unire realtà vicine eppur lontane - trasversalmente imparentate ma inevitabilmente attraversate da pulsioni campanilistiche - tramite il collante universale della cultura. Dalle prime riunioni dei soci promotori sono già emerse molte idee su quelli che saranno i laboratori e i corsi su cui incentrare l’attività didattica. Il periodo estivo servirà per sondare il terreno circa la disponibilità di eventuali docenti o esperti delle materie proposte, per verificare così quali corsi andranno poi a strutturare effettivamente il primo calendario delle attività e quali saranno invece differiti ad un successivo momento. Tra le varie idee esposte ci sono alcuni corsi di lingue di base, tra le quali il francese visto anche in chiave gemellaggio (Fabro è, da un paio d’anni, gemellato col paesino francese Bas-en-Basset), lo spagnolo, e l’inglese. Laboratori di informatica, di pittura, cucina, ceramica e ricamo, verrano dislocati a seconda delle possibilità offerte dalle strutture del territorio, come pure il corso di ginnastica dolce. In cantiere, pure, corsi sulla storia delle religioni, sulla storia della musica, sul gioco delle carte (bridge, canasta e quant’altro), sulla stesura del racconto autobiografico, e su vari temi storici scelti di volta in volta rispetto alle contestuali ricorrenze. L’appuntamento è per ottobre, quando, con tutta probabilità, verranno aperte le iscrizioni e verrà presentato il calendario delle lezioni dell’Università della Terza Età dell’Alto Orvietano, il cui inizio è previsto invece per novembre.
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da PrimaPagina
Seneca diceva: “devi imparare a vivere finché non sai, e finché hai vita devi imparare a vivere”. Probabilmente, se fosse ancora vivo e se abitasse in uno dei cinque Comuni dell’Alto Orvietano, anche Seneca avrebbe apprezzato l’idea di un’università della terza età da queste parti. Per ora si è ancora all’informale, niente firme né promesse, ma pare che i sindaci di Fabro, Ficulle, Parrano, Monteleone e Montegabbione sarebbero ben disposti a favorire e appoggiare logisticamente la nascita di una sezione dell’Unitre nel proprio territorio. Irma Re, fondatrice e presidentessa di questa istituzione, guarda caso di origini fabresi, ha dato anche lei il proprio avallo all’iniziativa e suggerito la rapida formazione di un comitato ad hoc di circa quindici persone che si propongano come soci promotori. Chi sta seguendo il progetto conta di farlo diventare operativo per l’autunno prossimo. Vediamo di che si tratta. L’Unitre è un’associazione senza fini di lucro che nell’arco di un ventennio si è diffusa capillarmente lungo tutta la penisola. Si fonda sul volontariato degli iscritti per sopperire alle esigenze organizzative e su quello degli insegnanti per svolgere i corsi universitari. I valori di base sono l’educazione permanente, la promozione sociale-culturale della popolazione anziana e la prevenzione delle patologie dell’invecchiamento. Nata come opportunità per le persone in là con gli anni di accedere a nuove conoscenze e nuove tecnologie in modo da evitare la marginalizzazione dovuta all’obsolescenza delle loro nozioni e del loro stile di vita, l’Unitre è oggi aperta a tutte le persone di tutte le età. Necessitando di varie strutture per svolgere i programmi curricolari, – aule, palestra, piscina, laboratori per l’uso di computer ecc… - un meditato dislocamento e un opportuno servizio bus potrebbero coinvolgere egualmente nell’iniziativa i cinque Comuni dell’Alto Orvietano. Dei mille progetti di collaborazione o fusione dei servizi prospettati e poi decaduti, blanditi e poi aborriti, preannunciati e infine rimangiati a turno dai magnifici Cinque, forse uno, dunque, ce la farà davvero a giungere a compimento. Non sarà una faccenda spinosa come quella di unire gli uffici tecnici, o il servizio di vigilanza urbana, ma potrebbe essere un banco di prova e un segnale importante in vista di futuri e ulteriori avvicinamenti. L’impressione è che la cosa si farà. E poi, francamente, chi potrebbe mai osteggiare un’iniziativa che si propone di unire la popolazione per mezzo dell’aspetto culturale? Perché in fondo di questo si tratta. Affrancatasi dall’immagine settaria di ritrovo per gli anziani, l’Unitre è infatti divenuta una delle soluzioni più interessanti per abbracciare in unico progetto le tre principali stagioni della vita, una risorsa per chi non ha avuto opportunità di intraprendere studi universitari in precedenza, e uno stoico baluardo contro la deriva dell’incomunicabilità fra le varie generazioni. Un esperimento di dialogo intergenerazionale quindi, ma anche una strategia comunicativa attraverso la quale le persone che si trovano nella terza età, comprese quindi nello iato temporale fra maturità e vecchiaia, affermano l’ambizione ad un ruolo propositivo all’interno della curva dello sviluppo della vita umana, incompatibile con una posizione sociale reclusa ai margini della collettività.
L’Università della Terza Età dell’Alto Orvietano - nome ancora indicativo – è da oggi realtà. Con la firma dell’atto costitutivo da parte dei ventitre soci promotori (tra cui i cinque sindaci dei comuni dell’Alto Orvietano), e la benedizione di Irma Re, fondatrice e presidentessa dell’istituzione, inizia dunque ufficialmente l’avventura dell’Unitre sul nostro territorio. Nelle intenzioni del comitato promotore, dove i cinque Comuni dell’Alto Orvietato sono tutti rappresentati da almeno due componenti, l’università della terza età dovrà coinvolgere in egual modo i cittadini e le strutture di Fabro, Ficulle, Montegabbione, Monteleone e Parrano, in modo da unire realtà vicine eppur lontane - trasversalmente imparentate ma inevitabilmente attraversate da pulsioni campanilistiche - tramite il collante universale della cultura. Dalle prime riunioni dei soci promotori sono già emerse molte idee su quelli che saranno i laboratori e i corsi su cui incentrare l’attività didattica. Il periodo estivo servirà per sondare il terreno circa la disponibilità di eventuali docenti o esperti delle materie proposte, per verificare così quali corsi andranno poi a strutturare effettivamente il primo calendario delle attività e quali saranno invece differiti ad un successivo momento. Tra le varie idee esposte ci sono alcuni corsi di lingue di base, tra le quali il francese visto anche in chiave gemellaggio (Fabro è, da un paio d’anni, gemellato col paesino francese Bas-en-Basset), lo spagnolo, e l’inglese. Laboratori di informatica, di pittura, cucina, ceramica e ricamo, verrano dislocati a seconda delle possibilità offerte dalle strutture del territorio, come pure il corso di ginnastica dolce. In cantiere, pure, corsi sulla storia delle religioni, sulla storia della musica, sul gioco delle carte (bridge, canasta e quant’altro), sulla stesura del racconto autobiografico, e su vari temi storici scelti di volta in volta rispetto alle contestuali ricorrenze. L’appuntamento è per ottobre, quando, con tutta probabilità, verranno aperte le iscrizioni e verrà presentato il calendario delle lezioni dell’Università della Terza Età dell’Alto Orvietano, il cui inizio è previsto invece per novembre.
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da PrimaPagina
Seneca diceva: “devi imparare a vivere finché non sai, e finché hai vita devi imparare a vivere”. Probabilmente, se fosse ancora vivo e se abitasse in uno dei cinque Comuni dell’Alto Orvietano, anche Seneca avrebbe apprezzato l’idea di un’università della terza età da queste parti. Per ora si è ancora all’informale, niente firme né promesse, ma pare che i sindaci di Fabro, Ficulle, Parrano, Monteleone e Montegabbione sarebbero ben disposti a favorire e appoggiare logisticamente la nascita di una sezione dell’Unitre nel proprio territorio. Irma Re, fondatrice e presidentessa di questa istituzione, guarda caso di origini fabresi, ha dato anche lei il proprio avallo all’iniziativa e suggerito la rapida formazione di un comitato ad hoc di circa quindici persone che si propongano come soci promotori. Chi sta seguendo il progetto conta di farlo diventare operativo per l’autunno prossimo. Vediamo di che si tratta. L’Unitre è un’associazione senza fini di lucro che nell’arco di un ventennio si è diffusa capillarmente lungo tutta la penisola. Si fonda sul volontariato degli iscritti per sopperire alle esigenze organizzative e su quello degli insegnanti per svolgere i corsi universitari. I valori di base sono l’educazione permanente, la promozione sociale-culturale della popolazione anziana e la prevenzione delle patologie dell’invecchiamento. Nata come opportunità per le persone in là con gli anni di accedere a nuove conoscenze e nuove tecnologie in modo da evitare la marginalizzazione dovuta all’obsolescenza delle loro nozioni e del loro stile di vita, l’Unitre è oggi aperta a tutte le persone di tutte le età. Necessitando di varie strutture per svolgere i programmi curricolari, – aule, palestra, piscina, laboratori per l’uso di computer ecc… - un meditato dislocamento e un opportuno servizio bus potrebbero coinvolgere egualmente nell’iniziativa i cinque Comuni dell’Alto Orvietano. Dei mille progetti di collaborazione o fusione dei servizi prospettati e poi decaduti, blanditi e poi aborriti, preannunciati e infine rimangiati a turno dai magnifici Cinque, forse uno, dunque, ce la farà davvero a giungere a compimento. Non sarà una faccenda spinosa come quella di unire gli uffici tecnici, o il servizio di vigilanza urbana, ma potrebbe essere un banco di prova e un segnale importante in vista di futuri e ulteriori avvicinamenti. L’impressione è che la cosa si farà. E poi, francamente, chi potrebbe mai osteggiare un’iniziativa che si propone di unire la popolazione per mezzo dell’aspetto culturale? Perché in fondo di questo si tratta. Affrancatasi dall’immagine settaria di ritrovo per gli anziani, l’Unitre è infatti divenuta una delle soluzioni più interessanti per abbracciare in unico progetto le tre principali stagioni della vita, una risorsa per chi non ha avuto opportunità di intraprendere studi universitari in precedenza, e uno stoico baluardo contro la deriva dell’incomunicabilità fra le varie generazioni. Un esperimento di dialogo intergenerazionale quindi, ma anche una strategia comunicativa attraverso la quale le persone che si trovano nella terza età, comprese quindi nello iato temporale fra maturità e vecchiaia, affermano l’ambizione ad un ruolo propositivo all’interno della curva dello sviluppo della vita umana, incompatibile con una posizione sociale reclusa ai margini della collettività.
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sabato 21 giugno 2008
Nasce il Consorzio minerario dell'Alto Orvietano per Attività Estrattive
da www.orvietonews.it
Nasce, secondo il dettato della nuova legge regionale 2/2000, il Consorzio minerario volontario dell'Alto Orvietano. Il Consorzio, composto dalle aziende Ceccantoni, Brustenga e Ambrogi Cave, scaturisce dalla collaborazione fra Provincia di Terni, Asso-Cave e Comune di Montegabbione, nel cui comprensorio è presente la gran parte delle attività estrattive. Si occuperà dell'estrazione e della lavorazione della pietra da muro, utilizzata anche negli edifici di Montegabbione e dei territori limitrofi, configurandosi come unico sito in tutta la provincia con queste caratteristiche e con una produzione di pregio a livello italiano, data dalla qualità del prodotto e dai metodi di lavorazione, in larga parte ancora artigianali.
Il nuovo soggetto consortile concentrerà in un unico sito tutte le attività, evitando l'apertura di tre cave e diminuendo così l'impatto generale sul territorio, e permetterà alle imprese coinvolte una migliore gestione operativa ed economica. L'obiettivo è quello di garantire vantaggi relativi al prelievo di una risorsa non rinnovabile al fine di razionalizzare i costi di gestione, ottimizzare le produzioni, diminuire l'impatto sull'ambiente, valorizzare una tipologia produttiva che godrà della certificazione di qualità sia del prodotto che del marchio. Altri elementi positivi riguardano il miglioramento delle attività di controllo, la realizzazione di interventi per la diminuzione dell'impatto ambientale, l'accrescimento dei livelli di sicurezza dei lavoratori e l'aumento delle possibilità di penetrazione sui mercati.
Il Consorzio è stato presentato in conferenza stampa dall'Assessore provinciale all'Ambiente, Fabio Paparelli, dal Presidente di Asso-Cave Umbria, Roberto Biagioli, e dal Direttore, Raul Ridolfi; presenti i Sindaci dei Comuni di Montegabbione, Fabro, Ficulle e Parrano e i cavatori partecipanti al Consorzio.
"Il Consorzio minerario – ha affermato l'Assessore Paparelli - costituisce un elemento di particolare importanza sia per il territorio che per le imprese. La Provincia, insieme ad Assindustria ed Asso-Cave, sta portando avanti una serie di iniziative per favorire uno sviluppo ecocompatibile che sostenga la qualità ambientale del territorio e nello stesso tempo costituisca elementi positivi e virtuosi per le aziende, in questo caso quelle del settore cave. Il sito unico consente infatti di razionalizzare lo sfruttamento delle risorse e di evitare la dispersione di cave con un maggiore controllo sulle modalità di coltivazione e di riambientamento dei giacimenti. Il sistema permette inoltre più efficaci interventi di compensazione per la diminuzione degli impatti, con un rafforzamento dei monitoraggi ambientali e un aumento degli standard di sicurezza sui luoghi di lavoro".
"Dal punto di vista delle aziende invece - ha continuato Paparelli - il Consorzio razionalizza i costi diretti e indiretti e quelli relativi agli adempimenti tecnico-amministrativi, garantendo un approvvigionamento continuo di materie prime e la possibilità di gestione centralizzata dei marchi di qualità e di altre iniziative di penetrazione in nuovi mercati. Il Consorzio è quindi un'esperienza pilota sul nostro territorio provinciale ed oltre a rappresentare vantaggi per le attività economiche, può costituire un modello di riferimento nel panorama di sviluppo e crescita sostenibile a cui la Provincia guarda ormai strutturalmente da molti anni".
Su impulso dell'Amministrazione provinciale, ha ancora informato l'assessore Paparelli, verrà istaurato un rapporto diretto con le scuole del territorio, per avvicinare i giovani alle attività di cava e per far crescere in loro una più attenta cultura del lavoro e della valorizzazione e tutela del territorio, soprattutto in rapporto ad un prodotto di qualità come quello che viene estratto nell'Alto Orvietano. "Proprio per questo – ha fatto notare Paparelli – si metteranno in campo iniziative che punteranno a valorizzare i prodotti del Consorzio come elementi di eccellenza in tutta la provincia e in grado di inserirsi anche all'interno di circuiti promozionali del territorio e dei suoi prodotti, in uno scambio virtuoso fra realtà economiche e istituzionali e comunità interessate".
Soddisfazione è stata espressa dai Sindaci dei quattro Comuni interessati che hanno sottolineato il significato economico e ambientale del Consorzio "che – hanno detto - oltre a garantire vantaggi alle imprese consente di intraprendere strategie virtuose di promozione del territorio e valorizzazione delle sue eccellenze che in questo caso sono rappresentante da risorse geominerali di grande pregio e qualità che fanno dell'area dei nostri Comuni una realtà unica in tutta la provincia".
Nasce, secondo il dettato della nuova legge regionale 2/2000, il Consorzio minerario volontario dell'Alto Orvietano. Il Consorzio, composto dalle aziende Ceccantoni, Brustenga e Ambrogi Cave, scaturisce dalla collaborazione fra Provincia di Terni, Asso-Cave e Comune di Montegabbione, nel cui comprensorio è presente la gran parte delle attività estrattive. Si occuperà dell'estrazione e della lavorazione della pietra da muro, utilizzata anche negli edifici di Montegabbione e dei territori limitrofi, configurandosi come unico sito in tutta la provincia con queste caratteristiche e con una produzione di pregio a livello italiano, data dalla qualità del prodotto e dai metodi di lavorazione, in larga parte ancora artigianali.
Il nuovo soggetto consortile concentrerà in un unico sito tutte le attività, evitando l'apertura di tre cave e diminuendo così l'impatto generale sul territorio, e permetterà alle imprese coinvolte una migliore gestione operativa ed economica. L'obiettivo è quello di garantire vantaggi relativi al prelievo di una risorsa non rinnovabile al fine di razionalizzare i costi di gestione, ottimizzare le produzioni, diminuire l'impatto sull'ambiente, valorizzare una tipologia produttiva che godrà della certificazione di qualità sia del prodotto che del marchio. Altri elementi positivi riguardano il miglioramento delle attività di controllo, la realizzazione di interventi per la diminuzione dell'impatto ambientale, l'accrescimento dei livelli di sicurezza dei lavoratori e l'aumento delle possibilità di penetrazione sui mercati.
Il Consorzio è stato presentato in conferenza stampa dall'Assessore provinciale all'Ambiente, Fabio Paparelli, dal Presidente di Asso-Cave Umbria, Roberto Biagioli, e dal Direttore, Raul Ridolfi; presenti i Sindaci dei Comuni di Montegabbione, Fabro, Ficulle e Parrano e i cavatori partecipanti al Consorzio.
"Il Consorzio minerario – ha affermato l'Assessore Paparelli - costituisce un elemento di particolare importanza sia per il territorio che per le imprese. La Provincia, insieme ad Assindustria ed Asso-Cave, sta portando avanti una serie di iniziative per favorire uno sviluppo ecocompatibile che sostenga la qualità ambientale del territorio e nello stesso tempo costituisca elementi positivi e virtuosi per le aziende, in questo caso quelle del settore cave. Il sito unico consente infatti di razionalizzare lo sfruttamento delle risorse e di evitare la dispersione di cave con un maggiore controllo sulle modalità di coltivazione e di riambientamento dei giacimenti. Il sistema permette inoltre più efficaci interventi di compensazione per la diminuzione degli impatti, con un rafforzamento dei monitoraggi ambientali e un aumento degli standard di sicurezza sui luoghi di lavoro".
"Dal punto di vista delle aziende invece - ha continuato Paparelli - il Consorzio razionalizza i costi diretti e indiretti e quelli relativi agli adempimenti tecnico-amministrativi, garantendo un approvvigionamento continuo di materie prime e la possibilità di gestione centralizzata dei marchi di qualità e di altre iniziative di penetrazione in nuovi mercati. Il Consorzio è quindi un'esperienza pilota sul nostro territorio provinciale ed oltre a rappresentare vantaggi per le attività economiche, può costituire un modello di riferimento nel panorama di sviluppo e crescita sostenibile a cui la Provincia guarda ormai strutturalmente da molti anni".
Su impulso dell'Amministrazione provinciale, ha ancora informato l'assessore Paparelli, verrà istaurato un rapporto diretto con le scuole del territorio, per avvicinare i giovani alle attività di cava e per far crescere in loro una più attenta cultura del lavoro e della valorizzazione e tutela del territorio, soprattutto in rapporto ad un prodotto di qualità come quello che viene estratto nell'Alto Orvietano. "Proprio per questo – ha fatto notare Paparelli – si metteranno in campo iniziative che punteranno a valorizzare i prodotti del Consorzio come elementi di eccellenza in tutta la provincia e in grado di inserirsi anche all'interno di circuiti promozionali del territorio e dei suoi prodotti, in uno scambio virtuoso fra realtà economiche e istituzionali e comunità interessate".
Soddisfazione è stata espressa dai Sindaci dei quattro Comuni interessati che hanno sottolineato il significato economico e ambientale del Consorzio "che – hanno detto - oltre a garantire vantaggi alle imprese consente di intraprendere strategie virtuose di promozione del territorio e valorizzazione delle sue eccellenze che in questo caso sono rappresentante da risorse geominerali di grande pregio e qualità che fanno dell'area dei nostri Comuni una realtà unica in tutta la provincia".
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mercoledì 4 giugno 2008
Trigenerazione e Teleriscaldamento a Ponte S.Giovanni (PG)
Comune di Perugia
Assessorato Ambiente e Protezione Civile
CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE
DELL’IMPIANTO DI TRIGENERAZIONE E TELERISCALDAMENTO
DI PONTE SAN GIOVANNI
Perugia 6 Giugno 2008 ore 11,30
Sala Rossa - Palazzo dei Priori
Comune di Perugia
PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI
Ore 11,30 Saluto del Vicesindaco di Perugia Nilo Arcudi
Ore 11,40 Interventi dei costruttori:
Dott. Furio F. Benigni - A.T.E.R. Perugia
Arch. Claudia Palazzetti - Costruzioni Palazzetti Spa
Dott. Maurizio Benassi - SO. GES. HIT srl
Prof. Maurizio Costa - studiocosta&partners srl
Ore 12,15 Intervento di illustrazione del progetto a cura dell’Ing. Giulio Marconi –
Amministratore Delegato Energia+ srl
Ore 12,35 Interventi a cura di:
Ing. Fabio Ricci – Dirigente Urbanistica Comune di Perugia
Ing. Paolo Baldugrani – Consulente settore energetico
Dott. Aurelio Forcignanò – Direttore Confindustria Umbria
Ore 12,50 Conclusioni a cura dell’Assessore all’Urbanistica di Perugia Wladimiro Boccali
Coordina: Ing. Stefania Proietti – Engineering Service System srl
Assessorato Ambiente e Protezione Civile
CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE
DELL’IMPIANTO DI TRIGENERAZIONE E TELERISCALDAMENTO
DI PONTE SAN GIOVANNI
Perugia 6 Giugno 2008 ore 11,30
Sala Rossa - Palazzo dei Priori
Comune di Perugia
PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI
Ore 11,30 Saluto del Vicesindaco di Perugia Nilo Arcudi
Ore 11,40 Interventi dei costruttori:
Dott. Furio F. Benigni - A.T.E.R. Perugia
Arch. Claudia Palazzetti - Costruzioni Palazzetti Spa
Dott. Maurizio Benassi - SO. GES. HIT srl
Prof. Maurizio Costa - studiocosta&partners srl
Ore 12,15 Intervento di illustrazione del progetto a cura dell’Ing. Giulio Marconi –
Amministratore Delegato Energia+ srl
Ore 12,35 Interventi a cura di:
Ing. Fabio Ricci – Dirigente Urbanistica Comune di Perugia
Ing. Paolo Baldugrani – Consulente settore energetico
Dott. Aurelio Forcignanò – Direttore Confindustria Umbria
Ore 12,50 Conclusioni a cura dell’Assessore all’Urbanistica di Perugia Wladimiro Boccali
Coordina: Ing. Stefania Proietti – Engineering Service System srl
mercoledì 28 maggio 2008
Progetto musica: imparare cantando
da www.orvietonews.it
Il vecchio Platone, 2500 anni fa, si chiedeva se era giusto introdurre la musica nel curricolo formativo di un cittadino ateniese "perché secondo lui la musica addolcisce i cuori e paralizza l'intelletto"; in questa breve espressione Platone coglie in profondità la natura della musica e la sua potenza comunicativa e si chiede ripetutamente se un uomo razionale, cioè il filosofo che deve governare la città la debba usare e diffondere. Alla fine deciderà che va mantenuta, ma le sue riflessioni sono ancora utili e utilizzate, non per niente non c'è spot televisivo che non sia accompagnato da un sottofondo musicale per convincerci a comprare qualcosa e nell'antica Grecia il punto centrale di ogni tragedia vedeva l'ingresso in scena del coro che sottolineava con la sua forza musicale la profondità del dramma.
Nella storia dell'umanità la musica ha rappresentato la sottolineatura degli eventi più importanti e anche nella storia individuale i fatti più importanti vengono solennizzati e amplificati dalla musica: cantiamo se siamo felici, ascoltiamo musica e si cantano o suonano i canti funebri.
Non sono sempre necessarie le parole per illustrarla e capirla: abbiamo amato i Beatles senza conoscere l'inglese, ed è per questo che la musica è il più potente linguaggio universale e interculturale che supera ogni barriera.
Ma capire la musica, sentirla, praticarla anche in un coro scolastico arricchisce l'esperienza cognitiva, emotiva e relazionale di ogni alunno. Partecipare ad un coro consente di imparare a sintonizzare il proprio timbro di voce in modo complementare a quello dei propri compagni; cantare in coro aiuta ad apprendere a controllare il livello e l'altezza della propria voce, facendola corrispondere alla partitura o alle indicazioni del maestro del coro e impone di non far sentire la propria voce più alta di quella degli altri, una necessità di autocontrollo che sarà utilissima in tante occasioni di apprendimento scolastico ed extrascolastico. Significa apprendere ed accettare le istruzioni degli altri; significa capire che per il bene del gruppo bisogna seguire le istruzione del maestro, anche quando non si è d'accordo; significa essere capaci di produrre un sano e piacevole tono di voce attraverso l'uso di un'adatta tecnica vocale; significa imparare a stare attenti per lunghi periodi e controllare da vicino quello che sta accadendo nell'intero gruppo che canta.
Molte di queste cose sono fondamentali, utili e necessarie ad un alunno che vuole essere uno studente efficace.
Giuseppe Greco, Dirigente Scolastico Istituto Comprensivo Alto Orvietano
Il vecchio Platone, 2500 anni fa, si chiedeva se era giusto introdurre la musica nel curricolo formativo di un cittadino ateniese "perché secondo lui la musica addolcisce i cuori e paralizza l'intelletto"; in questa breve espressione Platone coglie in profondità la natura della musica e la sua potenza comunicativa e si chiede ripetutamente se un uomo razionale, cioè il filosofo che deve governare la città la debba usare e diffondere. Alla fine deciderà che va mantenuta, ma le sue riflessioni sono ancora utili e utilizzate, non per niente non c'è spot televisivo che non sia accompagnato da un sottofondo musicale per convincerci a comprare qualcosa e nell'antica Grecia il punto centrale di ogni tragedia vedeva l'ingresso in scena del coro che sottolineava con la sua forza musicale la profondità del dramma.
Nella storia dell'umanità la musica ha rappresentato la sottolineatura degli eventi più importanti e anche nella storia individuale i fatti più importanti vengono solennizzati e amplificati dalla musica: cantiamo se siamo felici, ascoltiamo musica e si cantano o suonano i canti funebri.
Non sono sempre necessarie le parole per illustrarla e capirla: abbiamo amato i Beatles senza conoscere l'inglese, ed è per questo che la musica è il più potente linguaggio universale e interculturale che supera ogni barriera.
Ma capire la musica, sentirla, praticarla anche in un coro scolastico arricchisce l'esperienza cognitiva, emotiva e relazionale di ogni alunno. Partecipare ad un coro consente di imparare a sintonizzare il proprio timbro di voce in modo complementare a quello dei propri compagni; cantare in coro aiuta ad apprendere a controllare il livello e l'altezza della propria voce, facendola corrispondere alla partitura o alle indicazioni del maestro del coro e impone di non far sentire la propria voce più alta di quella degli altri, una necessità di autocontrollo che sarà utilissima in tante occasioni di apprendimento scolastico ed extrascolastico. Significa apprendere ed accettare le istruzioni degli altri; significa capire che per il bene del gruppo bisogna seguire le istruzione del maestro, anche quando non si è d'accordo; significa essere capaci di produrre un sano e piacevole tono di voce attraverso l'uso di un'adatta tecnica vocale; significa imparare a stare attenti per lunghi periodi e controllare da vicino quello che sta accadendo nell'intero gruppo che canta.
Molte di queste cose sono fondamentali, utili e necessarie ad un alunno che vuole essere uno studente efficace.
Giuseppe Greco, Dirigente Scolastico Istituto Comprensivo Alto Orvietano
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martedì 20 maggio 2008
Economia Sostenibile e "Slow Press", un futuro in comune?

Dal 30 Maggio al 2 Giugno si terrà a Palazzo della Corgna a Città della Pieve, l'edizione 2008 di Cronache Italiane, Forum Nazionale della stampa periodica locale organizzato da Voci in Rete con il patrocinio del Comune di Città della Pieve (PG)
Nei quattro giorni si susseguiranno incontri, dibattiti, interviste pubbliche, confronti, mostre, spettacoli.
Il 1 Giugno alle 10 a Palazzo della Corgna si terrà una tavola rotonda :
Economia Sostenibile e "Slow Press", un futuro in comune?
Partecipano: Ass.Borghi piu' Belli d'Italia, Banche di Credito Cooperativo, Città Slow, Banca Etica, Stade del Vino, Apt Umbria e Valdichiana, Aziende, istituzioni e giornalisti.
A seguire proiezione
Il Passaggio Della Linea - di Pietro Marcello ( documentario segnalato al Festival del Cinema di Venezia 2007
Per info 075 35396 / 349 2903197
martedì 13 maggio 2008
Unione dei Comuni Pian del Bruscolo
Tra le esperienze piu' recenti ed interessanti di cooperazione istituzionale tra comuni vi segnaliamo l'Unione dei Comuni di Pian del Bruscolo a Pesaro nelle Marche.
Lo potete vedere su http://www.unionepiandelbruscolo.pu.it/
Lo potete vedere su http://www.unionepiandelbruscolo.pu.it/
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